Aperture straordinarie estive
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Dal martedì alla domenica per tutto il mese di agosto. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria il martedì e il mercoledì, ingresso libero gli altri giorni.
Grazie a un accordo di valorizzazione intercorso tra il Ministero della cultura – Direzione regionale musei nazionali Toscana e il comune di Castelfranco Piandiscò, l’Abbazia di San Salvatore a Soffena per tutto il mese di agosto resterà aperta con le seguenti modalità: martedì e mercoledì su prenotazione, giovedì dalle 9:15 alle 13:45, venerdì dalle 14:15 alle 18:45, sabato dalle 9:15 alle 12:45, domenica dalle 8:30 alle 13:45 (chiusa il lunedì e domenica 17 agosto).
Le aperture dell’Abbazia saranno curate da volontari dell’associazione AUSER supportati da volontari dell’Associazione per la Badia di Soffena.
Situata appena fuori dell’abitato di Castelfranco, l’Abbazia di San Salvatore a Soffena, il cui toponimo rimanda ad un’origine etrusca, si presenta con la caratteristica forma di quadrilatero, dominato da un massiccio campanile di pietra, in un mirabile paesaggio collinare nel verde altopiano a sud del massiccio del Pratomagno. Essa sorge in prossimità della strada panoramica dei Setteponti, su un antichissimo cenobio, a sua volta costruito sulle rovine di un castelletto degli Ubertini che fino dal XI secolo avevano vasti possedimenti in Valdarno Superiore. La struttura attuale risale alla fine del Trecento, quando la precedente chiesa viene demolita e interamente riedificata, spostando l’asse del nuovo edificio verso ovest e realizzando un impianto a croce latina con volte a crociera e decorando l’interno con pregevoli affreschi realizzati intorno alla prima metà del Quattrocento. Il chiostro interno è invece porticato su tre lati con una specchiatura di prato centrale, mentre la torre campanaria ha base quadrata.
Purtroppo nel Seicento gli affreschi furono martellati per facilitare l’attacco degli intonaci che li avrebbero nascosti per secoli. Entrando sulla destra infatti si può vedere in una nicchia la Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Francesco attribuita al pittore fiorentino Paolo Schiavo, poco oltre è l’Annunciazione di Giovanni di Ser Giovanni detto “Lo Scheggia”, fratello minore di Masaccio.
Nella parete del transetto è la grande Strage degli innocenti, di particolare intensità drammatica, solitamente attribuita a Liberato da Rieti ma, recentemente, si è proposto il nome del Maestro di Bibbiena, pittore di ambito fiorentino, cui pure apparterrebbe la sottostante Visitazione.
A Mariotto di Cristofano, cognato di Masaccio e dello Scheggia, invece viene attribuita la Madonna in trono col Bambino e i santi Lazzaro e Michele Arcangelo, collocata dietro l’altare maggiore. Nel transetto sinistro invece affreschi generalmente attribuiti ad ambito senese, mentre a sinistra nell’ingresso è visibile San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine dei Vallombrosani, attribuito a Bicci di Lorenzo.
Il complesso monumentale fu acquisito dallo Stato nel 1963, successivamente sotto la guida l’architetto Guido Morozzi, soprintendente ai Monumenti, si operò una sostanziale ristrutturazione architettonica del sito mentre gli affreschi, scoperti sotto l’imbiancatura e in stato di degrado, furono staccati, restaurati e riportati su pannelli alle pareti dell’edificio.
Abbazia di S. Salvatore a Soffena
Direzione regionale Musei nazionali Toscana