Direzione regionale Musei nazionali Toscana

Presentazione del volume “Il sito dell’età del Bronzo di Ca’ Nova ad Albareto (PR)”


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Giovedì 29 gennaio 2026, ore 17. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

Giovedì 29 gennaio alle 17 al Museo archeologico nazionale di Firenze, Monica Miari, funzionaria archeologa alla Soprintendenza ABAP di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara e vicepresidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, presenterà il volume “Il sito dell’età del Bronzo di Ca’ Nova ad Albareto (PR)”. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria a man-fi@cultura.gov.it.

Il volume, n. 38 della collana Origines dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, illustra i rinvenimenti avvenuti nel 2017 nella località di Ca’ Nova ad Albareto, nell’alto Appennino parmense a ca. 700 m slm, fornendone una lettura completa grazie a una serie di studi interdisciplinari: archeologici, geo-archeologici, archeo-botanici, radiometrici, ecc.
Lo scavo preventivo effettuato a Ca’ Nova dalla SABAP di Parma e Piacenza a seguito dei lavori per il metanodotto Pontremoli-Cortemaggiore ha messo in luce una stratigrafia inquadrabile dal Bronzo Antico all’età moderna. La ripetuta frequentazione del sito nel corso del tempo è giustificata dalla sua posizione, che consente un’ampia visibilità sulla valle del fiume Taro e che è inserita in una rete di percorsi di crinale che scavalcano l’Appennino.
Di particolare interesse sono gli strati di pertinenza del Bronzo medio (attorno al 1500 a.C.), indagati su un’area di scavo di quasi 900 mq, che hanno restituito molto materiale ceramico caratteristico della facies denominata “età del Bronzo Occidentale”, numerosi manufatti in steatite, soprattutto resti di officina per la realizzazione di monili e altri oggetti, ma anche alcuni inattesi elementi di pregio. Tra questi, sono notevoli due frammenti di una sottile laminetta d’oro, accartocciai e piegati, che sono un unicum per quel territorio e per quell’epoca; le approfondite analisi condotte su di essi dimostrano che sono state portati da lontano in quel luogo remoto.
Tracce minori dimostrano che successivamente il sito di Ca’ Nova è stato frequentato nella media età del Ferro, in età romana e in età storica. Ma una serie di datazioni al Carbonio 14 effettuate su carboni testimoniano anche altri episodi di uso del territorio, che non hanno lasciato resti materiali, ma che sono stati non meno importanti per la costruzione del paesaggio quale noi lo conosciamo: si tratta di incendi boschivi controllati per l’apertura di pascoli, praticati ripetutamente all’inizio del II e nel corso del I millennio a.C., che hanno profondamente modificato la vegetazione appenninica.
Il volume, a cura di Roberta Conversi (già Funzionaria Sabap Parma-Piacenza) e Maria Bernabò Brea (già Funzionaria Soprintendenza Archeologica Emilia Romagna), si avvale del contributo scientifico di 21 specialisti afferenti a diverse discipline e della sponsorizzazione di SNAM.

Museo archeologico nazionale di Firenze