Mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”. Primo appuntamento del progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”
Date di apertura
Inizio evento
Fine evento
Dal 15 febbraio al 6 settembre 2026.
La Minerva è tornata temporaneamente ad Arezzo. Al Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo, si è inaugurata la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata” alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, delle istituzioni e con gli interventi del Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli; del Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, Alfonsina Russo; del Direttore generale Piano Olivetti per la cultura, Stefano Lanna; della Direttrice regionale Musei nazionali della Toscana, Carlotta Paola Brovadan e del Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Daniele Federico Maras.


LA MOSTRA E IL PIANO OLIVETTI
La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 febbraio al 6 settembre 2026 e si inserisce in un programma nazionale dedicato al coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale.
La mostra e il progetto si caratterizzano per un vasto e articolato programma di iniziative, che affianca l’esposizione con eventi, incontri, laboratori, seminari e processi culturali partecipati rivolti alle scuole, ai cittadini, alle associazioni del territorio e ai professionisti del settore. L’obiettivo è rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità, restituendo alla Minerva il suo ruolo di catalizzatore di identità, locale e italiana.
Con Semi di comunità, il MiC consolida un impegno strategico, assunto dal Ministro Alessandro Giuli, volto a rafforzare il valore del patrimonio nazionale, promuovendo modelli innovativi di partecipazione, co-creazione e valorizzazione sostenibile e riaffermando, attraverso il Piano Olivetti, il ruolo della cultura come motore di sviluppo e coesione dei territori.
Questo dialogo tra istituti del MiC, fondato sulla circolazione consapevole delle opere, sulla condivisione di competenze scientifiche e su una visione comune della valorizzazione, conferma il ruolo dei musei nazionali come presidi attivi e nodi di una rete territoriale, capaci di rafforzare il legame tra i luoghi di conservazione e i contesti in cui le opere sono inserite.
LA STATUA IN BRONZO
Cuore della mostra è l’esposizione della Minerva di Arezzo, uno dei grandi bronzi dell’antichità, ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo. La statua fu subito donata al duca Cosimo I de’ Medici, che la mise nel suo studio privato a Firenze. E da allora rimase nella città, come parte delle collezioni archeologiche granducali, che dal 1871 sono confluite nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze per essere offerte alla fruizione di tutti gli italiani.

Nella nuova esposizione al Museo di Arezzo, la Minerva è collocata in uno degli ambienti più suggestivi della sezione romana del Museo, dove viene raccontata attraverso una narrazione aggiornata e immersiva che ne ripercorre la scoperta, la fortuna collezionistica fiorentina e la complessa storia conservativa.

La scultura (h. 150,5 cm; spessore medio del bronzo 4,5 mm) raffigura una dea Atena/Minerva con chitone, himation, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa), forse prodotto in ambito italico o magnogreco.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo consente di approfondire il contesto archeologico del ritrovamento, identificato nei resti della domus di San Lorenzo, una vasta e lussuosa residenza romana costruita tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., probabilmente appartenuta a un aristocratico aretino.
Un nuovo allestimento valorizza i resti della domus – mosaici, pavimenti in opus sectile, decorazioni parietali, bronzetti, arredi e rilievi – permettendo di comprendere il significato della presenza della statua come elemento di prestigio e luxuria privata.
La mostra amplia infine lo sguardo sulla Arezzo romana (Arretium), inserendo la domus in un contesto urbano caratterizzato da importanti infrastrutture ed edifici pubblici, come l’asse viario nord-sud, il complesso teatro-terme e un’area forense suggerita dal rinvenimento degli elogia Arretina.
Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo
ORARI DI APERTURA e BIGLIETTI
Lunedì – martedì – mercoledì dalle 9.00 alle 14.00. Ultimo ingresso 13.00 Giovedì – venerdì – sabato dalle 9.00 alle 19.30. Ultimo ingresso 18.30 Domenica 15 febbraio il museo sarà straordinariamente aperto dalle 9.00 alle 19:30 (ultimo ingresso 18:30) Da marzo a maggio 2026 le prime domeniche del mese a ingresso gratuito ore 9.00 – 19:30 (ultimo ingresso 18) Tutte le altre domeniche: 9.00 – 14.00. Ultimo ingresso 13.00
Intero: € 6 + € 3 diritto di prevendita online
Ridotto: € 2 + € 3 diritto di prevendita online
Gratuito + € 3 diritto di prevendita online
Biglietto unico circuito museale aretino: Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, Basilica di San Francesco, Museo di Casa Vasari, Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna
Intero € 17,00 + € 3,00 diritto di prevendita online
Ridotto € 8,00 + € 3,00 diritto di prevendita online
Gratuito + € 3 diritto di prevendita online
Acquista online
Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” e Anfiteatro romano
Direzione regionale Musei nazionali Toscana