Festa del Giaggiolo 2026 all’Abbazia di Soffena. Visite guidate, convegno, esposizioni artistiche, mostra mercato e concerti.
Date di apertura
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Sabato 8 e domenica 9 maggio 2026
L’Abbazia di San Salvatore a Soffena sarà il cuore pulsante della nuova edizione della Festa del Giaggiolo che celebra una delle colture più identitarie del territorio del Pratomagno con un programma che intreccia natura, storia, arte, sostenibilità e comunità.
La collaborazione della Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura con Comune di Castelfranco Piandiscò ha reso possibile quest’anno la realizzazione dell’iniziativa negli straordinari spazi monumentali dell’Abbazia di Soffena, promuovendo un progetto che valorizza il patrimonio culturale come luogo vivo di incontro, conoscenza e dialogo con il territorio e che offrirà al pubblico di cittadini e turisti visite guidate all’intero complesso museale e al suo patrimonio artistico.
L’antica Abbazia di San Salvatore a Soffena rappresenta infatti uno dei complessi romanici più suggestivi del Valdarno superiore. Immersa nel paesaggio collinare tra oliveti, campi coltivati e terrazze naturali affacciate sul Pratomagno, la chiesa conserva ancora l’impianto architettonico medievale, caratterizzato dalla sobria monumentalità della pietra, dall’eleganza delle absidi semicircolari e dall’essenzialità dello spazio liturgico romanico toscano. Al suo interno si custodisce un importante patrimonio artistico, con pregevoli affreschi quattrocenteschi che testimoniano la continuità della vita spirituale e culturale del complesso abbaziale nel corso dei secoli.
Per l’occasione, sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 il grande prato dell’Abbazia si trasformerà in un palcoscenico naturale aperto alla comunità e ai visitatori, offrendo la possibilità di vivere il monumento non soltanto come luogo della memoria, ma come centro attivo di esperienze culturali e ambientali anche con visite guidate gratuite al complesso monumentale.
Protagonista assoluto della manifestazione sarà il giaggiolo, fiore simbolo della Toscana e pianta profondamente legata alla storia agricola e produttiva di queste terre. Con il nome di giaggiolo si indica l’Iris pallida e, più in generale, le varietà di iris coltivate per i loro preziosi rizomi, utilizzati fin dall’antichità nella profumeria, nella cosmesi e nella medicina naturale. La pianta colpisce per l’eleganza delle sue foglie glauche a forma di spada e per la raffinata fioritura dai toni lilla, azzurri e violacei, che tra aprile e maggio disegna il paesaggio con cromie delicate e inconfondibili.
Dal punto di vista botanico, il valore del giaggiolo risiede soprattutto nel rizoma, che dopo lunghi processi di essiccazione sviluppa il caratteristico profumo cipriato e floreale utilizzato nelle essenze di alta profumeria. La coltivazione del giaggiolo, storicamente diffusa nelle campagne toscane, rappresenta ancora oggi una pratica agricola sostenibile fortemente connessa alla biodiversità e alla tutela del paesaggio rurale.
Anche la sua storia iconografica è profondamente radicata nella cultura italiana. Il giglio fiorentino, emblema civico di Firenze, deriva infatti proprio dalla stilizzazione dell’iris, che nel Medioevo e nel Rinascimento assunse significati simbolici legati alla purezza, alla regalità, alla luce e alla protezione divina. Il giaggiolo compare frequentemente nella pittura sacra e decorativa toscana, nei codici miniati e negli apparati ornamentali delle architetture storiche, diventando nei secoli un autentico simbolo identitario del territorio.
La manifestazione si aprirà in entrambe le giornate alle 8:30 con la “Camminata del giaggiolo”, un percorso di trekking pensato per riscoprire i ritmi lenti del paesaggio e il rapporto autentico con la natura in un sentiero che va dall’Abbazia fino alla Località Caspri, dove si possono ammirare tutti i bellissimi campi di giaggiolo. Sabato alle 10:00 al via la mostra mercato dedicata alle produzioni legate al giaggiolo: profumi, cosmetici, lavorazioni artigianali e specialità enogastronomiche come il Gin del Pratomagno e il vermouth aromatizzato con botaniche di iris. Per tutta la giornata sono previste visite guidate all’Abbazia, attività ludiche per bambini, laboratori di pittura su tela aperti a tutti e spettacoli teatrali dedicati ai più piccoli.
Accanto agli stand gastronomici curati dalle Pro Loco ci saranno esposizioni artistiche con le opere di Debora Vella, Fabio Bondi, Franco Gualdani e Daniele De Naro, dimostrazioni della lavorazione dei rizomi e la proiezione del documentario Setteponti, nel pomeriggio alle 15 la presentazione del progetto di pittura delle scuole alle ore 15:00 e dalle 17:30 aperitivo e musica dal vivo insieme al gruppo “La Zia”.
Domenica 10 maggio alle 10:00 nell’Abbazia di Soffena si terrà il simposio “Giaggiolo: il valore della sostenibilità”. L’incontro riunirà studiosi, esperti e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sul ruolo del giaggiolo tra agricoltura, paesaggio, patrimonio immateriale e sviluppo territoriale sostenibile, con contributi su sostenibilità, tecniche agronomiche, patrimonio immateriale e filiera produttiva del giaggiolo.e si concluderà con un aperitivo finale.
Sempre domenica alle 17:00 è in programma un intervento del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme alla premiazione del concorso di pittura delle classi dell’Istituto Comprensivo Don Lorenzo Milani e dalle 17:30 spazio alla musica dal vivo con gli “883 – Tribute Band
Con questa nuova edizione, la Festa del Giaggiolo si conferma non solo come evento identitario del territorio valdarnese, ma come modello di collaborazione tra istituzioni culturali, comunità locali e patrimonio paesaggistico, nel segno della sostenibilità e della valorizzazione condivisa dei luoghi della cultura.
Abbazia di S. Salvatore a Soffena
Direzione regionale Musei nazionali Toscana