Direzione regionale Musei nazionali Toscana

Roberto Ghezzi. Mostra diffusa “Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume”


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Dal 4 novembre 2026 al 4 gennaio 2027.

A sessant’anni dal 4 novembre 1966, il fango e le acque dell’Arno tornano a parlare nei luoghi simbolo della memoria cittadina, ma con un significato del tutto nuovo. Ciò che allora fu elemento distruttivo, capace di ferire al cuore il patrimonio di Firenze, si fa oggi materia viva, strumento espressivo e veicolo di riconciliazione.

Dal 4 novembre 2026 (fino al 4 gennaio 2027) apre al pubblico ARNO – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume, dell’artista Roberto Ghezzi, una mostra che, a partire da MAD Murate Art District, spazio del Comune di Firenze gestito da Fondazione MUS.E, si apre in un percorso diffuso che coinvolge il Museo dell’Opera del Duomo, il Cenacolo del Fuligno e la Chiesa di San Salvatore in Ognissanti invitando a rileggere il rapporto tra la città e l’Arno, trasformando la memoria di un evento traumatico in occasione di riflessione sul presente e sul futuro della relazione tra uomo e ambiente.

A raccogliere questo dialogo profondo è, insieme agli altri, il Cenacolo del Fuligno della Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura. Accogliere le tele di Ghezzi al Cenacolo del Fuligno significa far dialogare le tracce che l’Arno rilascia oggi sulla materia con quelle che ha impresso nella storia. Un invito a trasformare la ferita dell’alluvione in un’occasione di conoscenza, per riscoprire un legame rinnovato tra l’uomo, l’arte e il fiume.

Al centro dell’esposizione si trova un ciclo inedito di lavori realizzati da Roberto Ghezzi che, dopo anni di ricerca, spesa tra la Toscana e le aree più remote del globo, dal Blyde River Canyon in Sudafrica alle Lofoten, dalle Svalbard e la Groenlandia alla Patagonia, torna a Firenze con un nuovo ciclo di Naturografie realizzate attraverso l’immersione di tessuti naturali nelle acque dell’Arno. Dal 29 giugno al 28 settembre 2026, presso l’ASD Canottieri Comunali Firenze, l’artista ha affidato le tele all’azione del fiume, lasciando che acqua, fanghi, sedimenti, organismi vegetali e condizioni atmosferiche intervenissero direttamente sulle superfici. Ne sono nate opere nelle quali affiorano stratificazioni cromatiche, tracce organiche, piccole piante e licheni, ma anche segni della presenza umana, come le microplastiche, che testimoniano le trasformazioni degli ecosistemi contemporanei.

     

“Ospitare al Cenacolo del Fuligno questo nuovo tassello del progetto Arno – ha sottolineato Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del MiC – incarna bene l’impegno del nostro Istituto: tutelare e valorizzare la memoria storica trasformando i luoghi della cultura in spazi vivi, capaci di dialogare con il territorio e i suoi cittadini. Le Naturografie di Roberto Ghezzi ci offrono un’occasione per riflettere sul rapporto tra Firenze e il suo fiume: riscoprendo il ruolo che il Cenacolo ebbe come custode dei capolavori danneggiati dall’alluvione del 1966, questa esposizione non si limita a ricordare il passato, ma lo converte in uno strumento di consapevolezza per il presente e di riflessione per il futuro, con uno sguardo alle sfide dell’emergenza climatica e della responsabilità ambientale”.

Spazio dalla forte vocazione storica e conservativa, il Cenacolo nasce all’inizio del Trecento come refettorio conventuale e custodisce il celebre affresco dell’Ultima Cena dipinto da Pietro Perugino. Già a partire dall’Ottocento, il Complesso ha legato il proprio destino alla tutela del patrimonio, ospitando nel tempo istituzioni cruciali come il Museo Egizio, il Museo Etrusco e la collezione Feroni. Nel 1966 la furia del fiume non risparmiò il Fuligno, danneggiando gravemente capolavori come il Crocifisso ligneo attribuito a Benedetto da Maiano e la tavola del Perugino con il Cristo crocifisso. Ma proprio all’indomani del disastro, il Cenacolo si trasformò da luogo ferito a baluardo di rinascita: la Soprintendenza lo scelse infatti come deposito centrale e laboratorio d’emergenza per accogliere, proteggere e curare le opere salvate dal fango. Su imponenti castelli metallici vennero adagiati in piano i dipinti in condizioni più critiche; tra queste mura hanno atteso a lungo il restauro tantissimi capolavori, all’interno di una delicata stagione di recupero culminata con la definitiva riapertura al pubblico nel 1990. Tra le opere accolte spicca senza dubbio la monumentale Ultima Cena dipinta da Giorgio Vasari nel 1546 per il refettorio del monastero delle Murate: sommersa dalle acque nella Basilica di Santa Croce, l’opera fu prontamente tratta in salvo, ricoverata nella Limonaia di Boboli per le urgenze e poi trasferita al Cenacolo del Fuligno, dove rimase custodita per circa quarant’anni.

Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume rappresenta la fase conclusiva del progetto artistico di Roberto Ghezzi, realizzato con il coordinamento di Niccolò Mannini, della project manager Debora Daddi, con la curatela di Valentina Gensini per gli spazi di MAD Murate Art District e con il coordinamento scientifico di Lucia Montuschi per la mostra diffusa. La realizzazione è resa possibile grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, CNA Firenze, Exclusive Connection, alla sponsorship di Unicoop Firenze, ML Systems, alla sponsorizzazione tecnica di Berti hi tech smart solution, Canottieri Comunali Firenze, alla collaborazione di Votto Film e alla partnership di Maschietto Editore per il catalogo che verrà presentato il 18 novembre presso MAD.

Dentro il contemporaneo, progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione CR Firenze e MAD Murate Art District per dedicare percorsi di avvicinamento al contemporaneo a target specifici di cittadinanza, propone, in occasione della mostra Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume di Roberto Ghezzi, una serie di visite guidate e appuntamenti dedicati:

  • martedì 10 novembre, ore 16:00 (Over 65)

Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume

una mostra tra arte, memoria e scienza

  • mercoledì 25 novembre, ore 16:00 (Persone con disabilità e caregiver)

Arno – Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume

un percorso accessibile e partecipativo dedicato all’opera di Roberto Ghezzi e alla memoria dell’alluvione di Firenze

  • venerdì 18 dicembre, ore 13:30 (Pillole d’arte contemporanea)

Roberto Ghezzi e l’Arno

un approfondimento sull’opera dedicata dall’artista al fiume e alla memoria dell’alluvione

  • martedì 22 dicembre, ore 16:00 (Over 65)

I racconti dell’acqua

visita guidata alla scoperta di un percorso che esplora il fiume come custode di memorie e relazioni tra uomo e natura

  • sabato 2 gennaio, ore 15:30 (famiglie con bambini)

I colori dell’acqua del fiume

un laboratorio creativo per bambini, per esplorare il rapporto tra acqua e natura attraverso la ricerca di Roberto Ghezzi

Inoltre, il public program dedicato alla mostra prevede un incontro di approfondimento:

mercoledì 18 novembre, ore 17:00

intervento a cura di Valentina Raimondi e Guia Morelli incentrato sulle loro ricerche relative alla presenza di microplastiche e microfibre nel fiume Arno

Per maggiori informazioni: info.mad@musefirenze.it


Cenacolo del Fuligno