Aperture straordinarie delle Residenze napoleoniche all’Isola d’Elba
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Aperture straordinarie Palazzina dei Mulini martedì 8 e 15 settembre 2026, ore 9-13, Villa di San Martino lunedì 21 e 28 settembre 2026, ore 9-13.
Le residenze napoleoniche all’Isola d’Elba, tornate recentemente a essere visibili insieme grazie alla riapertura al pubblico della Palazzina dei Mulini e al meticoloso restauro dei giardini, accoglieranno i visitatori con un programma di aperture straordinarie: la Palazzina dei Mulini sarà aperta martedì 8 e 15 settembre dalle 9.00 alle 13.00, mentre la Villa di San Martino sarà aperta lunedì 21 e 28 settembre dalle 9.00 alle 13.00.
Oltre ai percorsi tra saloni d’epoca, arredi preziosi e magnifici spazi verdi affacciati sulla costa, questi luoghi ritrovati accolgono oggi i visitatori dialogando con l’arte contemporanea, grazie alla mostra diffusa “50 Years of Creation” di Andrea Roggi.
Napoleone Bonaparte trascorse all’isola d’Elba dieci mesi di esilio (maggio 1814 – febbraio 1815) in seguito all’abdicazione e al Trattato di Fontainebleau, prima di fare ritorno in Francia per i “Cento giorni”. Durante questo breve periodo sovrano sull’isola, si dedicò con energia a riorganizzare l’amministrazione, migliorare la viabilità, stimolare il commercio, l’agricoltura e le difese militari, e ristrutturò le sue due residenze principali, oggi diventate musei che conservano arredi, affreschi e decorazioni d’epoca: la Palazzina dei Mulini a Portoferraio e la residenza estiva di Villa San Martino, completata in seguito con una galleria neoclassica dal principe Anatolio Demidoff.
I lavori di trasformazione dei locali militari nella Palazzina dei Mulini furono guidati dall’architetto Paolo Bargigli e seguiti personalmente da Napoleone, comportando la demolizione di strutture militari per creare un giardino all’italiana, la realizzazione di un salone delle feste, la ristrutturazione del teatro e la conversione dell’ex carcere in scuderie. Decorata dal pittore di corte Antonio Vincenzo Revelli e arredata con grande ricercatezza, la piccola reggia fu dotata fin da subito anche di una ricca biblioteca personale composta da 2.378 volumi dedicati alla storia e alla letteratura, a testimonianza della costante passione dell’imperatore per i libri e la conoscenza.
Napoleone acquistò la Villa di San Martino per trasformarla in una raffinata dimora di campagna, ampliandola e facendola decorare dal pittore Antonio Vincenzo Revelli. Dopo la sua partenza, la proprietà passò al nobile russo Anatolio Demidoff, celebre collezionista che vi fece edificare l’imponente Galleria omonima per esporre i suoi cimeli napoleonici. Il museo custodisce oggi un’ampia raccolta di stampe, litografie e incisioni d’epoca derivante dalle collezioni Turini-De Micheli e Olschki, comprendente ritratti imperiali, scene di vita privata, battaglie ed esilaranti caricature satiriche. L’edificio si sviluppa su due livelli: al piano terreno si trovano i locali della servitù e il suggestivo Bagno di Paolina, mentre il primo piano ospita l’appartamento di Napoleone e dei suoi generali, articolato in otto ambienti comunicanti riccamente decorati a trompe-l’œil, tra cui spiccano la Camera del Nodo d’Amore (ispirata alla lontananza dalla moglie Maria Luisa) e la scenografica Sala Egizia, celebre per la vasca ottagonale e le pareti dipinte con colonne, geroglifici e paesaggi esotici.
Museo nazionale delle residenze Napoleoniche Palazzina dei Mulini Museo nazionale delle residenze Napoleoniche Villa S. Martino
Direzione regionale Musei nazionali Toscana