“Una visione al femminile: dee, imperatrici, donne” due itinerari tematici attraverso i reperti e le fonti storiche
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Lunedì 26 ottobre e lunedì 2 novembre 2026, alle ore 10.00, un doppio appuntamento dedicato alle figure femminili dell’antica Roma invita il pubblico del Museo Archeologico nazionale di Arezzo a esplorare il ruolo delle donne nella società romana attraverso i reperti archeologici, le fonti letterarie e le testimonianze numismatiche.
Gli incontri si inseriscono nel percorso “Una visione al femminile: dee, imperatrici, donne”, un’occasione per approfondire la questione di genere nel mondo antico, indagando le immagini, i ruoli e le rappresentazioni delle donne tra religione, vita sociale e potere politico.
A guidare i visitatori sarà Giulia Dolcetti, studentessa in Scienze storiche presso l’Università degli Studi di Firenze, che accompagnerà il pubblico alla scoperta di due diversi itinerari tematici, dedicati alle protagoniste del sacro e alle donne della famiglia imperiale. I due appuntamenti, della durata di circa un’ora ciascuno, possono essere scelti singolarmente oppure seguiti entrambi, per approfondire prospettive complementari sulla condizione femminile nell’antica Roma.
Lunedì 26 ottobre, ore 10.00
Storie di donne, storie di dee: le protagoniste del sacro a Roma
Il primo itinerario esplora la rappresentazione della femminilità nei culti di Iside e Cibele, prendendo spunto da due reperti archeologici conservati nella Sala dei Culti: la scultura della dea Iside e quella identificata come Cautes/Attis.
La figura di Iside permette di approfondire il ruolo della divinità come nume della fertilità, dell’amore coniugale e della maternità, ma anche di riflettere sul diverso giudizio riservato dalle fonti antiche al culto e alle donne che vi aderivano. Se Apuleio restituisce un’immagine positiva della devozione isiaca femminile, Tacito e Giovenale offrono testimonianze più critiche, rivelando le tensioni culturali e morali che accompagnavano la diffusione di questi culti nella società romana.
Il percorso prosegue con il culto di Cibele e con il racconto del suo arrivo a Roma, ricostruito attraverso le testimonianze degli autori antichi. Al centro della narrazione è la vicenda di Claudia Quinta, identificata nelle diverse versioni come matrona o vestale, alla quale la tradizione attribuisce il compito di accogliere la dea e riscattare così il proprio onore.
L’approfondimento conclusivo affronta alcuni aspetti del culto di Cibele, tra cui l’evirazione dei sacerdoti e le capacità divinatorie loro attribuite. Attraverso reperti e fonti scritte, l’incontro metterà in luce la complessità delle concezioni del sacro e della femminilità nel mondo romano, tra devozione, pregiudizi e costruzione culturale dei ruoli di genere.
Lunedì 2 novembre, ore 10.00
Mogli, sorelle e madri: il volto delle Auguste nei ritratti monetali
Il secondo appuntamento sposta l’attenzione dal mondo religioso alla sfera politica e alla rappresentazione pubblica delle donne della famiglia imperiale, attraverso la visita al Monetiere.
Il percorso prende avvio dal confronto tra il modello ideale della matrona romana e l’influenza che alcune donne riuscirono concretamente a esercitare nella vita politica. Le fonti letterarie antiche, prevalentemente maschili, contribuirono a definire un’immagine femminile legata ai confini sociali tradizionali, privilegiando ruoli familiari e domestici. In questa prospettiva, figure come Sempronia, Clodia e Fulvia, caratterizzate da un’autonomia e da un’iniziativa percepite come estranee al modello femminile convenzionale, furono spesso descritte come anomalie o minacce all’ordine costituito.
La visita al Monetiere consentirà di approfondire questo dualismo attraverso le vicende e le immagini di Faustina Maggiore, Lucilla, Crispina e Giulia Domna, donne appartenenti alla famiglia imperiale che ebbero ruoli e visibilità differenti e la cui memoria è stata tramandata attraverso fonti e rappresentazioni ufficiali.
I ritratti monetali diventano così una chiave di lettura privilegiata per comprendere come l’immagine delle donne della casa imperiale contribuisse a costruire e comunicare identità, prestigio e legittimazione dinastica, offrendo al tempo stesso spunti per riflettere sul rapporto tra rappresentazione pubblica e influenza femminile.
Informazioni per partecipare
- Date: lunedì 26 ottobre e lunedì 2 novembre 2026
- Orario: ore 10.00
- Durata: circa un’ora per ciascun itinerario
- Biglietto: bigliettazione ordinaria, con gratuità ove prevista
- Prenotazione obbligatoria: drm-tos.archeoar@cultura.gov.it
I visitatori possono partecipare a uno solo degli incontri oppure scegliere entrambi gli itinerari, per approfondire, attraverso le testimonianze materiali e letterarie, il ruolo delle donne nella religione, nella società e nella rappresentazione del potere nell’antica Roma.
Direzione regionale Musei nazionali Toscana