BEATO ANGELICO. L’esposizione dei record chiude con oltre 250.000 visitatori a Palazzo Strozzi e con oltre 100.000 presenze al Museo di San Marco
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Si è chiusa domenica 25 gennaio 2026 Beato Angelico, la straordinaria esposizione, promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana e Museo di San Marco, dedicata a uno dei padri del Rinascimento e accolta negli ultimi mesi da un formidabile successo di pubblico e critica.
A cura di Carl Brandon Strehlke con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi, la mostra si è tenuta tra le due sedi di Palazzo Strozzi e del Museo di San Marco, celebrando la figura di Beato Angelico attraverso oltre 140 opere provenienti da 70 collezioni e istituzioni di tutto il mondo.
Nei 122 giorni di apertura, sono stati oltre 250.000 i visitatori a Palazzo Strozzi, rendendo Beato Angelico la mostra più visitata della storia ventennale della Fondazione Palazzo Strozzi. Al Museo di San Marco si sono registrate invece oltre 100.000 presenze, quadruplicando i visitatori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La collaborazione con la Direzione regionale musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura e col Museo di San Marco ha rappresentato un fondamentale punto di forza, nel rapporto tra privato e pubblico, di un progetto scientifico ed espositivo che ha potuto presentare in modo nuovo ed approfondito il patrimonio artistico del Museo, moltiplicando reciprocamente le possibilità di valorizzazione.
Fin dall’apertura, l’esposizione è stata acclamata dalla stampa nazionale e internazionale – dal New York Times al Wall Street Journal, dal Financial Times a El País, da Le Figaro all’Apollo Magazine – che ne ha sottolineato l’eccezionale qualità del percorso storico-artistico, l’originalità degli studi e dei confronti proposti, con 28 opere restaurate in occasione della mostra e 7 straordinarie riunioni di pale d’altare smembrate e disperse da oltre due secoli.
Con una programmazione che attraversa l’arte antica, moderna e contemporanea, la Fondazione Palazzo Strozzi conferma il proprio ruolo centrale nella valorizzazione culturale del territorio, attirando visitatori che tornano a Firenze appositamente per le mostre e le installazioni proposte.
Per Beato Angelico, l’83% del pubblico è stato composto da visitatori italiani e stranieri non residenti nell’area metropolitana di Firenze. Di questi, l’80% (circa 200.000 visitatori sul totale) ha raggiunto la città appositamente per visitare la mostra, in giornata o con soggiorni prolungati: il dato più alto mai registrato nella storia della Fondazione, con un rilevante impatto sull’economia locale.
Sono stati oltre 2.500 i gruppi organizzati in visita, tra cui più di 300 classi di ogni ordine e grado e oltre 70 gruppi universitari, che hanno integrato l’esposizione all’interno dei propri percorsi formativi. Si conferma inoltre l’impegno della Fondazione nel rendere le proprie mostre sempre più accessibili, attraverso attività, eventi e progetti dedicati a pubblici diversi, con la partecipazione complessiva di oltre 12.000 persone.
La mostra ha ottenuto ampia visibilità anche online: oltre 6.500.000 di persone raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione (Facebook, Instagram, TikTok e LinkedIn), con più di 2.520 interazioni tra like, commenti e condivisioni. Nel periodo dell’esposizione, il sito palazzostrozzi.org ha registrato oltre 260.000 utenti per un totale di più di 1.185.000 pagine visualizzate, confermando la forte attrattività del progetto.
«Dopo i grandi progetti di arte contemporanea degli ultimi anni, siamo tornati al Rinascimento con una mostra di altissimo valore per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio artistico», dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. «I risultati record della mostra si devono all’eccezionalità di un progetto che rappresenta un passaggio fondamentale per gli studi su Beato Angelico e sul Rinascimento, valorizzando al contempo un luogo unico come il Museo di San Marco, partner imprescindibile della mostra. Ringrazio la guida di Carl Brandon Strehlke, come curatore principale dell’esposizione, la collaborazione dei prestatori nazionali e internazionli e il sostegno fondamentale di tutti i nostri partner pubblici e privati che hanno contributo alla realizzazione di un’esposizione di portata davvero unica».
I visitatori complessivi al Museo di San Marco sono stati oltre 100.000 con una partecipazione di 1243 gruppi organizzati, inclusi studenti dalle scuole primarie fino all’ambito post universitario. Tutti i profili social del museo hanno avuto un notevole incremento, non solo nelle visualizzazioni e nelle interazioni, ma soprattutto per l’aumento dei follower con Facebook che ha registrato oltre il 700% in più di contatti e Instagram con una crescita del 1800%.
«Curare insieme a Carl Brandon Strelke e ad Angelo Tartuferi questa straordinaria mostra ha rappresentato al meglio la collaborazione che la Direzione regionale Musei nazionali Toscana ha messo in atto con entusiasmo per dare forma ad un progetto che sin dall’inizio si è presentato come unico ed irripetibile» sottolinea Stefano Casciu, Direttore Regionale Musei nazionali Toscana. «Nella linea del deciso rinnovamento e della nuova valorizzazione del Museo di San Marco e delle sue collezioni portato avanti negli ultimi anni, includere nel percorso della mostra le opere fondamentali del Beato Angelico appartenenti al museo, nonché lo stesso ex convento come luogo identitario ed indispensabile per la conoscenza del grande Maestro, ha significato anche un grande rilancio di questo sito straordinario a livello nazionale ed internazionale. Ringrazio quindi anche l’attuale direttore del Museo, Marco Mozzo, l’intero staff museale e tutti coloro che hanno collaborato alle attività del museo e alla gestione dei servizi al pubblico».
Museo di San Marco
Direzione regionale Musei nazionali Toscana