Esposta al pubblico la nuova ricostruzione del cippo maggiore del tumulo etrusco di Poggio Gaiella
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La nuova ricostruzione del cippo maggiore di Poggio Gaiella collocata nella sezione dedicata ai reperti scultorei del museo, rende ragione dell’importanza del monumento di Poggio Gaiella, che rappresenta un unicum nel panorama delle conoscenze sulla scultura funeraria etrusca, e, in virtù dello sforzo ricostruttivo, restituisce con più immediatezza la leggibilità della volumetria e della ricca decorazione dell’opera.
La nuova proposta di ricostruzione del monumento circolare, curata dal prof. Adriano Maggiani, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, è stata realizzata grazie al lavoro di elaborazione e di trasposizione grafica del restauratore Giuseppe Venturini (Museo Nazionale Etrusco di Chiusi).
La storia del monumento circolare di Poggio Gaiella inizia nel XIX secolo con la scoperta dei primi rilievi scultorei e si intreccia con le vicende della Collezione Casuccini e la sua cessione a Palermo. Con i successivi scavi di Clelia Laviosa, negli anni Sessanta del secolo scorso proseguono le scoperte nell’area di Poggio Gaiella, fino ad arrivare alle novità degli scavi più recenti e occasione di nuove considerazioni e confronti anche alla luce delle ricerche passate.
Il tumulo etrusco di Poggio Gaiella, a poca distanza da Chiusi, è un eccezionale monumento sepolcrale, dal diametro di 90 metri, alto 15, che ha ospitato almeno una trentina di tombe tra gli ultimi decenni del VII secolo d.C. e il periodo ellenistico. Tale è la sua grandezza e il complesso intreccio di camere sepolcrali e cunicoli che lo percorre che per lungo tempo è stato erroneamente identificato con la mitica tomba di Porsenna, il potente e famoso re di Chiusi. All’esterno era riccamente decorato con sculture a tutto tondo e un gruppo di monumenti circolari a bassorilievo in pietra fetida purtroppo pervenutici in maniera frammentaria e incompleta.
Grazie ai reperti originali conservati nel museo di Chiusi, rinvenuti in gran parte durante gli scavi di Clelia Laviosa, e ai calchi dei rilievi conservati nel Museo Salinas è stato possibile proporre la ricostruzione di uno di questi monumenti, databile in base alle caratteristiche stilistiche all’inizio del VI secolo a.C. L’opera era composta da almeno tre diversi dischi, con circonferenza decrescente, sovrapposti a formare un monumento a gradini dal diametro di ca. 2,50 m alla base e altezza di ca. 80 cm, completamente decorato a bassorilievo, anche nella parte superiore, e probabilmente interpretabile come copertura e segnacolo di una sepoltura. I tre ordini di rilievi raffigurano, partendo dal basso, sulla faccia verticale una teoria di cavalieri in corsa, una sfilata di opliti con suonatore di tibia e un gruppo di danzatrici. Le superfici orizzontali dei primi due dischi sono decorate con motivi vegetali stilizzati, mentre il disco superiore doveva avere la superficie orizzontale completamente decorata a bassorilievo. L’ipotesi di ricostruzione di questa scena, che raffigura dei guerrieri in lotta, rappresenta l’elemento di maggiore novità che viene proposto nel nuovo allestimento.
Una proposta di ricostruzione del monumento era già stata avanzata dalla d.ssa Anna Rastrelli che all’inizio degli anni Novanta fece realizzare i calchi dei rilievi conservati al museo Salinas. Da allora diverse sono state le ipotesi ricostruttive presentate nel museo, da ultimo in occasione della mostra “+110”, curata da Monica Salvini, che nel 2011 festeggiava i 110 anni del Museo di Chiusi. Dopo alterne vicende e l’esposizione limitata solo ad alcuni frammenti, i rilievi di Poggio Gaiella sono rimasti in magazzino per alcuni anni, in attesa della realizzazione del progetto di ricostruzione del monumento che è stato reso possibile grazie alla proficua collaborazione tra il Museo Nazionale, il Comune di Chiusi e i volontari del Gruppo Archeologico Città di Chiusi, con il fondamentale sostegno della Banca Tema. In particolare il contributo del volontariato con il coordinamento del Comune ha reso possibile la collaborazione concreta e consapevole della cittadinanza sia per aspetti eminentemente pratici, come la realizzazione della struttura espositiva e tutte le operazioni preliminari all’organizzazione degli spazi espositivi, sia per quanto concerne la promozione dell’evento, la raccolta fondi, il coinvolgimento di aziende e in generale di una più ampia parte della cittadinanza.
Museo nazionale etrusco e necropoli di Chiusi
Direzione regionale Musei nazionali Toscana