Direzione regionale Musei nazionali Toscana

Presentazione del volume “Cesare Fantacchiotti scultore 1844-1922”, a cura di Lia Bernini, Enrico Sartoni e Valentino Moradei Gabbrielli


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Sabato 11 maggio 2024, ore 15.45. Ingresso libero

Sabato 11 maggio 2024,  alle 15,45 al Museo di Casa Giusti gli autori  Lia Bernini, Enrico Sartoni e Valentino Moradei Gabbrielli presentano il volume “Cesare Fantacchiotti scultore 1844-1922” , Pacini Fazzi edizioni-  2024, insieme a  Marco di Mauro, che ha  dedicato studi e approfondimenti al monumento a Giuseppe Giusti del santuario di Monsummano Terme. Ingresso libero
Il volume raccoglie gli atti delle giornate di studio dedicate a Cesare Fantacchiotti, nel centenario della sua morte (1922-2022) all’Accademia di Belle Arti, all’Accademia delle Arti del Disegno e all’Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze.
La presentazione del volume monografico rende omaggio a uno scultore che ha conferito prestigio alla città di Monsummano, realizzandovi uno dei suoi capolavori del periodo verista legato al movimento dei Macchiaioli e sarà l’occasione per presentare la nuova sistemazione della Piazza Giusti di Monsummano, che valorizza il monumento favorendo l’asse prospettico che congiunge la via Francesca al monumento a Giusti.
Solidamente basata a Firenze, l’attività di Cesare Fantacchiotti, figlio del celebre Odoardo, non ebbe confini, raggiungendo con i viaggi e con le opere tanto i paesi europei, quanto gli Stati Uniti d’America, la Russia, l’estremo Oriente, da dove si guardava a Firenze con un punto di riferimento per le arti del passato come del presente.

Nel volume Lia Bernini già nella biografia mette in evidenza come negli anni giovanili, decisivi per la costruzione della personalità di Fantacchiotti, alla frequentazione dei corsi nell’Accademia di Belle Arti si accompagnasse il tirocinio privato nello studio paterno e l’amicizia con i Macchiaioli del Caffè Michelangiolo. E fu grazie a questa «solida educazione basata sullo studio del disegno» che gli poté mettere a frutto le congiunture favorevoli del suo tempo, allorché si rinnovarono a Firenze i fasti che la scultura aveva vissuto nel Rinascimento, sino ad affiancare alla sua attività impegnativi ruoli istituzionali: componente del Consiglio Superiore di Belle Arti Roma, Presidente della Classe di Scultura nell’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze, partecipe delle consultazioni e delle decisioni in materia artistica in città.
Sulla precoce formazione in Accademia a partire dall’anno scolastico 1856-57 fin oltre il 1863 si concentra Cristina Frulli, correggendo su base documentaria la convinzione corrente che egli non la frequentasse mai e che studiasse solo nell’atelier paterno. Il rapporto fra Cesare Fantacchiotti e la pittura del secondo Ottocento, macchiaiola e non soltanto, è ricostruito da Silvestra Bietoletti entro il dibattito sul naturalismo nelle arti. Giulia Coco dal canto suo propone l’esperienza di Fantacchiotti nel Collegio dei professori dell’Accademia del Disegno, dove entrò alla fine del 1875 come «membro di merito corrispondente» per poi percorrere i diversi gradi di associazione fino alla presidenza della Sezione di Scultura, in anni segnati da vivaci controversie interne con ricadute esterne: un incarico assolto con la piena consapevolezza del suo alto valore civile e culturale. Dell’impegno civile tratta Enrico Sartoni a proposito del coinvolgimento di Fantacchiotti nei primi anni dell’Ufficio Belle Arti del Comune di Firenze, in dialettica con l’autorità statale per la tutela rappresentata dal Ministero della Pubblica Istruzione: un ruolo che lo vide attivo in questioni di grande peso per il presente e il futuro della città, quali il riordinamento del centro storico, le modifiche al sistema museale previste per le celebrazioni nei 50 anni dell’unità del Regno nel 1911 e, più in generale, la conciliazione fra le esigenze diverse di conservazione, ripristino storicistico, innovazione. Al di là dei fervori polemici se ne evince una costante e intensa partecipazione degli artisti alle decisioni cittadine.

Insieme con altri architetti e artisti, dei quali il più ricordato è Galileo Chini, Fantacchiotti partecipò alla grande stagione di committenza pubblica fiorita a Bangkok al tempo dei re del Siam Chulalongkorn Rama V e Vajiravudh Rama VI.

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Enrico Sartoni ha collaborato con il Gabinetto Vieusseux, con il Capitolo Metropolitano Fiorentino e con il settore biblioteche della Regione Toscana. Attualmente è responsabile degli Archivi dell’Accademia delle Arti del Disegno, di cui è stato eletto membro d’onore dal 2014. Ha curato il volume sui 450 anni dell’Accademia delle Arti del Disegno, nel 2014. Si è anche occupato di storia economica e sociale sulle istituzioni religiose regolari e secolari in Toscana.
Lia Bernini è storica dell’arte e ricercatrice indipendente. Ha insegnato ai corsi di formazione APAB per guide turistiche. Ha svolto studi e pubblicazioni sui Della Robbia e sugli scultori toscani, in particolare Odoardo Fantacchiotti e Pietro Freccia. Ha collaborato alla guida “Firenze. Itinerari del Novecento.” Per il Dizionario Biografico degli Italiani, ha scritto diverse voci relative a scultori toscani dell’Ottocento quali Fontana, Freccia e i Fantacchiotti.
Valentino Moradei ha insegnato fino al 2021 Displine plastiche e Laboratorio del Marmo presso il Liceo Artistico Statale di Porta Romana. Attualmente è curatore dell’Archivio Bottega Fantacchiotti-Gabbrielli di Firenze.
Marco di Mauro è stato assistente alla cattedra di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Dal 2019 insegna Storia dell’Arte presso il Liceo Artistico di Pistoia. Ha contribuito a monografie su pittori del Seicento come Pacecco de Rosa, G.B. Beinaschi e Caravaggio. Ha pubblicato numerosi saggi di pittura e architettura su riviste specialistiche. Ha collaborato per 8 anni con la rivista Flash Art, recensendo le mostre d’arte contemporanea.

Museo nazionale di Casa Giusti